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Risultati e sfide


Obiettivi raggiunti

Sono diversi gli obiettivi centrati dal NurSind nel corso degli anni. È stato tra i primi, ad esempio, a ottenere attraverso diverse sentenze, il riconoscimento del diritto alla mensa e al buono pasto per centinaia di infermieri da Nord a Sud Italia. E lo stesso è accaduto per il risarcimento del lavoro svolto in condizioni di demansionamento. Ma soprattutto, il sindacato ha fatto da apripista nel campo della sanità, vincendo la battaglia sul riconoscimento della vestizione e svestizione come tempo lavorato.


 Cambio divisa 
Un risultato talmente importante da diventare norma contrattuale: il cambio di divisa nell’orario di lavoro è stato introdotto per la prima volta nel Ccnl 2016-2018 e da allora è un diritto acquisit
o

Oltre all’indennità di ferie, sulla quale il sindacato ha già incassato le prime sentenze favorevoli, c’è un’altra battaglia di cui il NurSind va fiero: la reintroduzione dell’indennità di specificità infermieristica. In seguito a una grande manifestazione svoltasi il 15 ottobre 2020 in contemporanea davanti al Parlamento e in piazza del Popolo a Roma, arrivarono infatti in manovra 335 milioni di euro da destinare all’indennità nel contratto di comparto. 

Battaglie vinte:


  AGE MANAGEMENT  

Tra le novità normative che hanno spinto il NurSind a sottoscrivere il Ccnl 2022-2024 c’è anche l’age management per gli over 60.
Per il sindacato si tratta, infatti, di una importante presa d’atto di quanto sia logorante l’attività svolta dagli infermieri.
Il nuovo istituto dà la possibilità di
ridurre numero e durata dei turni, essere esentati da notturni e pronta disponibilità, accedere a part-time e lavoro agile e fare tutoraggio giovani in orario di lavoro.

 

 

 

 


Le nostre sfide

LAVORO USURANTE

Riconoscere come usurante il lavoro degli infermieri è una delle sfide principali del NurSind. O meglio una doppia sfida, dal momento che vincere la prima significa ottenere un accesso anticipato alla pensione. È sotto gli occhi di tutti l’impegno sia fisico sia mentale che comporta l’attività svolta dai nostri professionisti, un’attività tale da rendere impensabile lavorare fino a 67 anni. Nonostante ciò, nel novero dei lavori usuranti rientrano solo quelli notturni o svolti per almeno 6 ore del periodo notturno e per un minimo di 78 notti ogni anno. Un paletto rigido che NurSind ha chiesto di superare e sul quale continuerà a dare battaglia: le 60 notti in media all’anno (su 20-30 anni) di un infermiere vanno aggiunte infatti al carico di lavoro, ai rischi biologici e allo stress psicologico subito.

DOTAZIONI ORGANICHE
La carenza di organico si combatte anche riorganizzando l’assistenza

Oltre a una doverosa e urgente valorizzazione economica e professionale, gli infermieri hanno bisogno di lavorare in un contesto tutelato e adeguato. Superare il tetto di spesa regionale per il personale significa ristabilire il corretto rapporto infermieri/pazienti e creare un ambiente sano di lavoro, riducendo stress e burnout. E di conseguenza, contrastare la fuga degli operatori sanitari, tentando così di invertire anche il trend della scarsa attrattività di questa professione per i giovani.

La piaga degli ospedali nell’ultimo decennio

L’assenza di infermieri è diventata il vero tallone d’Achille degli ospedali italiani negli ultimi dieci anni. Una carenza che ha assunto proporzioni record. Le stime Ocse parlano di 60.000 infermieri in meno rispetto alla media europea. Numeri che mettono a rischio il funzionamento dei reparti e la sopravvivenza stessa di interi nosocomi.

RETRIBUZIONE
Rivalutazione stipendiale

Gli infermieri in Italia sono pagati in media il 20% in meno rispetto agli altri Paesi europei, come rivela l’Ocse. Di fronte all’emorragia di professionisti - in fuga all’estero o verso altri lavori - e alla profonda disaffezione dei giovani per questo mestiere, l’unica via di uscita, come NurSind non si stanca di dire, è rivalutare gli stipendi. Buste paga decisamente inadeguate rispetto al carico di responsabilità che grava sulle spalle dei professionisti, al percorso universitario, all'appartenenza a un Ordine professionale, all’obbligo Ecm, ai rischi professionali e al disagio di turni che garantiscono assistenza 24 ore su 24 ogni giorno dell’anno.
Non è accettabile retribuire gli infermieri come lavoratori non qualificati.